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Paolo Virzì racconta la (Pazza) gioia

Autore

Alberto Pala


I protagonisti: Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi) e Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti) sono le protagoniste del film; due donne con disturbi psichiatrici e con caratteri opposti che fanno reciproca conoscenza in una comunità terapeutica. Beatrice è una donna aristocratica caduta in disgrazia e si mostra esuberante, ribelle, seduttiva, manipolatrice e con una diagnosi di Disturbo Bipolare che l’ha portata ad avere storie amorose al limite, appassionate, ma distruttive. Donatella viene descritta accuratamente dalla stessa Beatrice, che la presenta come “umile, generosa, romantica, ma fragilissima, perché ha il cuore spezzato”. Donatella, invece, soffre di un disturbo depressivo con tratti dipendenti.

Il film: Le due donne si incontrano a Villa Borghi, una comunità terapeutica sulle colline toscane, dove cominciano a conoscersi, avvicinandosi e allontanandosi ripetutamente per tutta la durata del film. La relazione tra le donne è autentica ed esplosiva, caratterizzata da un’alternanza di conflitti, connotati da insulti, esplosioni d’odio e ricongiungimenti caratterizzati al contrario da vicinanza e amore spassionato. Tutto ciò ha come base un continuo ricercarsi e attrarsi, come se fosse impossibile accettare per entrambe un’esistenza senza la presenza dell’altra. Il film si dispiega seguendo le peripezie di Donatella e Beatrice, che si mettono in fuga dalla Comunità alla ricerca dei fantasmi del passato. Beatrice ritorna a casa dall’ex marito e successivamente dalla madre e Donatella ricerca disperatamente il figlio dato in affido.

Perché vedere il film: Paolo Virzì mette in scena una pellicola dura, ma entusiasmante ed esplosiva. Il regista racconta la sofferenza psichica con modalità nuove, focalizzandosi sulla persona e non solamente sulla malattia, evidenziando anche aspetti propositivi come la voglia di vita delle protagoniste. Virzì si dimostra maestro nel raccontare il tema della sofferenza psicologica, utilizzando come focus principale la relazione tra le protagoniste che sono alla ricerca della gioia, una pazza gioia. Colpisce come la dinamicità che caratterizza gran parte del film sia affiancata a momenti di profonda staticità, un’alternanza che sembra ben rappresentare il vissuto psicologico di Beatrice. Lo spettatore è coinvolto, parteggia e si immedesima con spirito di vicinanza, sperimentando il desiderio di proteggere le protagoniste, al contrario dell’esperienza di distacco o alterità che si vive solitamente nelle pellicole che raccontano la medesima tematica. Inoltre lo spettatore vive con emozione e con il fiato sospeso per tutta la proiezione del film con un climax di emozioni che ha il suo apice nel finale.

Citazione:

  • Hai presente quando ti prude la schiena? Quella so’ io che ti fo’ il solletico.
  • Mi prude di più la sera.
  • Vuol dire che la sera ti penso di più.