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Se Dio Vuole: una commedia leggera che analizza questioni profonde

Autore

Giorgio Galeazzi


Esordio alla regia dello sceneggiatore Edoardo Falcone, che come tale ha vinto il Nastro d’argento e il David di Donatello, il film incomincia con un gesto dirompente: la scelta di un ragazzo di entrare in seminario. Il contesto è una tipica famiglia italiana, con i suoi vizi e le sue virtù.

Il giovane Andrea, unico figlio maschio della famiglia e depositario delle grandi aspettative del padre Tommaso (Marco Giallini), che per lui pensa già a una carriera da medico come la sua, è investito dei sospetti di quest’ultimo, che si convince che i comportamenti strani tenuti dal figlio negli ultimi tempi siano da ascrivere alla celata omosessualità del ragazzo.

La prima ipotesi in tal senso viene negata dal figlio che al contrario manifesta la sua intenzione di farsi prete. Per il padre, convinto ateo, è un duro colpo; fingendo di accettare la sua decisione, cerca di capire l’origine della scelta del ragazzo. È qui che incrocia il destino di Don Pietro (Alessandro Gassman), prete dai modi comunicativi buffoneschi ma dai contenuti profondi, fautore del desiderio di cambiamento del figlio. Tommaso deciderà allora di trovare qualcosa che possa screditare il sacerdote agli occhi di Andrea.

Nonostante questa premessa macchinosa e all’apparenza finta, il film si incanala nella tradizionale ma più rigogliosa commedia all’italiana.

Il duo Giallini – Gassman non può non richiamare alla memoria le grandi coppie della storia del cinema italiano, fatto di un’alternanza ottimamente gestita di battute graffianti sull’Italia di oggi e di profonde riflessioni sul senso di umanità.

Il primo interpreta il tipico padre italiano di successo, moderno, scanzonato ma allo stesso tempo intenzionato a far valere il suo peso di padre padrone nelle scelte del figlio, pronto a tutto affinché si realizzino; il secondo, un giovane prete dal passato burrascoso, ma che ha trovato nella fede uno scopo e a essa si dedica attraverso modalità poco ortodosse ma efficaci nel comunicare i suoi valori ai più giovani.

Gassman finalmente riesce a uscire dal ruolo stereotipato del ricco, cafone e sbruffone cui il cinema lo aveva relegato, regalandoci un personaggio complesso che riesce a trasportare in tematiche serie mantenendo comunque la leggerezza che si addice alla commedia.

Il film, che dal titolo potrebbe sembrare uno sberleffo al credo cristiano, mantiene al contrario un livello di alterità rispetto a qualunque posizione, lasciando i due protagonisti contendere in maniera non indirizzata.

La pellicola affronta questi temi per indurre il pubblico a una riflessione personale senza influire con prese di posizione propriamente dette.

Ci vediamo stasera!