11 Luglio – Veloce Come il Vento

10 Luglio – Zootropolis
luglio 9, 2018
14 Luglio – Grand Budapest Hotel
luglio 9, 2018

La miglior prova ad alta velocità del cinema italiano (cit. screenweek)

Autore

Elena Breda


Se hai tutto sotto controllo significa che non stai andando abbastanza veloce”

È questa la citazione con la quale il regista Matteo Rovere apre il suo film, Veloce come il vento, liberamente ispirato alla vita del pilota di rally Carlo Capone e vincitore di 2 Nastri d’Argento e 6 David di Donatello (tra i quali quello come miglior attor protagonista conferito a Stefano Accorsi).

E Veloce come il vento in Italia vola veramente, conquistando da subito la critica e soprattutto il pubblico, incassando 2,1 milioni di euro nelle sole prime tre settimane di programmazione.

Vola il regista raccontando la storia di due fratelli completamente diversi l’uno dall’altro, ma accomunati dal talento per le corse automobilistiche ereditato dal padre e dalla passione per la velocità, che diventerà la loro unica arma di riscatto e affermazione delle reciproche esistenze.

Volano i protagonisti. Da una parte, la giovane esordiente Matilda De Angelis, capace di dare alla protagonista Giulia il giusto carattere in un commovente intreccio di grinta e fragilità, dall’altra, un incredibile Stefano Accorsi che paradossalmente funziona meglio nel ruolo di tossico disperato piuttosto che come bello impossibile dei suoi precedenti cinematografici.

Sono pochissimi gli effetti speciali. Per rendere realistici i suoni del mondo dei motori è stato necessario compiere registrazioni audio che permettessero di avere a disposizione più di 40 ore di materiale sonoro, senza nulla togliere all’azione, che assume sfumature emotive.

Insomma il film di Rovere appassiona e diverte, è coinvolgente e fa riflettere, perché in fondo la vita è un po’ come una gara di velocità su pista: per vincere è necessario prendere dei rischi, spingere sull’acceleratore e quando è necessario frenare, accettando che non sempre è possibile controllare tutto.